Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 23 e del 24 giugno 2022

22 Giugno 2022


Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio dei Ministri, colleghi, sono trascorsi ormai quattro mesi da quel nefasto 24 febbraio, giorno in cui l'Ucraina è stata oggetto di un'aggressione di guerra da parte delle Forze armate russe. Le speranze che un atto così disumano e ingiustificabile potesse risolversi in una sorta di ravvedimento tale da deporre le armi si sono, purtroppo, rivelate vane, al punto che oggi si tende a spostare più in là nel tempo la possibile fine del conflitto, accettando un orizzonte temporale indefinito che non fa altro che aumentare le atrocità per il popolo ucraino e l'incertezza generale per il futuro. Non si è ancora spenta, Presidente Draghi, la vasta eco del suo viaggio a Kiev, in compagnia del Presidente Macron e del Cancelliere Scholz, il cui significato più profondo ha una proiezione che va ben oltre il chiaro sostegno di solidarietà al Presidente Zelensky e al suo popolo. Lo conferma il riconoscimento all'Ucraina dello status di Paese candidato a far parte dell'Unione europea, una posizione netta dell'Unione europea e dell'Italia in particolare. Sebbene sul piano formale e sostanziale si preveda un percorso attraverso tutti i criteri di Copenaghen, va detto che l'Italia ha sostenuto l'idea dell'ingresso dell'Ucraina in Europa senza indugi e fin dal primo momento. Credo vada riconosciuta a lei, Presidente Draghi, la capacità di condividere con Francia e Germania - direi molto più tiepide di noi - l'urgenza di far sentire al popolo ucraino una vicinanza dell'Europa, che non fosse circoscritta ad un mero sostegno materiale per quanto essenziale, ma si estendesse anche al piano dei valori e della conquista di una prospettiva democratica. Battere le ragioni della guerra e batterci per la democrazia ucraina. È in gioco la nostra identità, colleghi, è in gioco il nostro avvenire. Dell'Europa dei prossimi anni vogliamo che facciano parte anche l'Ucraina e il suo popolo, al pari di altri Paesi, affinché sfuggano al rischio di essere risucchiati dalle spire dell'autocrazia (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), in cui propaganda e repressione soffocano le istanze della società civile. Appare del tutto evidente una duplice esigenza: da un lato, di offrire una solida sponda democratica a quei Paesi che avvertono questo pericolo; dall'altro, colleghi, di far sì che anche nei Paesi dalla consolidata tradizione democratica, come il nostro, non attecchiscano ambiguità incompatibili con l'indiscutibile scelta di campo europeista e atlantista. Quando sono in gioco fondamentali della nostra società e della nostra cultura, come libertà e diritti, non si può rimanere fermi, non si può che scegliere in modo inequivocabile dove stare e con chi stare (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Nel difficile sforzo di costruzione del futuro non possiamo tuttavia trascurare le sfide del presente. Se il COVID ha agito da acceleratore di tendenze, la guerra in Ucraina si sta rivelando una sorta di moltiplicatore di crisi. Oltre al delicato aspetto del coinvolgimento dell'Alleanza atlantica nella gestione del conflitto, che ha prepotentemente richiamato all'attenzione di voi leader europei la questione di una difesa comune, siamo chiamati a confrontarci con varie tipologie di emergenza: umanitaria, energetica, alimentare, economica. La combinazione della ripresa post-pandemia e della guerra si è tradotta in un fortissimo rialzo dei costi dell'energia e delle materie prime, in buona misura responsabile di un tasso di inflazione di nuovo ai massimi da alcuni decenni. In tal senso, Presidente Draghi, decisivo sarà il punto di caduta delle nuove regole di bilancio, superando di necessità l'impianto attuale che non ha garantito né stabilità né crescita. Economia vuol dire soprattutto mondo reale, cittadini e imprese. Le recenti riduzioni delle forniture di gas russo degli ultimi giorni aggiungono ulteriori pressioni ai prezzi già ai livelli massimi, rendendo più difficile il raggiungimento dell'obiettivo di stoccaggio all'80 per cento in vista del prossimo inverno. La priorità della sicurezza energetica non può tuttavia eludere l'imposizione di un tetto del prezzo del gas, che lei, Presidente del Consiglio, ha già proposto ai tavoli del Consiglio europeo, in parallelo alla strategia di diversificazione delle fonti e delle forniture, di cui anche oggi ella ha voluto parlare. Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio, vengo a ciò che io ritengo sia il cuore di un intervento in discussione generale di un deputato o di deputati o di gruppi in questo momento, in questa fase, e guardando a quanto avviene nel dibattito politico italiano in queste ore. Noi, Presidente del Consiglio, abbiamo vissuto insieme nel Parlamento tutti i passaggi di questa terribile guerra, condotti da un'unica clausola generale: il Governo, il suo Governo ha sempre agito su pieno mandato del Parlamento. Sempre! Abbiamo votato le risoluzioni, come stiamo facendo oggi. Abbiamo operato anche un confronto costante con il Governo nelle Commissioni parlamentari – e ringrazio il sottosegretario Amendola - e naturalmente ciascuno di noi ha svolto il proprio ruolo politico, analizzando come lei abbia posto l'Italia fin dal primo momento e come abbia influito a porre un'Europa protagonista da Versailles a Washington. In questi mesi abbiamo assunto tutte le informazioni disponibili per assumere decisioni, ma dobbiamo sapere anche andare su un piano superiore, che non arretra di fronte al limite dell'informazione tipica di una fase di guerra. Questo piano che supera ogni limite si chiama fiducia, che, se pensiamo, è anche l'atto più forte e solenne che lega Parlamento e Governo. Fiducia in lei, Presidente Draghi. Questo Parlamento ascolta sempre con grande partecipazione i suoi interventi e la sostiene in larghissima parte. Il Parlamento si fida di lei, la fiducia di ciascuno di noi è la forza - e concludo - che dobbiamo trasmettere a lei. È la forza che ha spazzato via, ancora ieri e ancora oggi, qualsiasi tentativo maldestro di indebolire il Governo, che è invece tra coloro che stanno guidando la rotta del Consiglio europeo. Noi di Italia Viva ci fidiamo di lei, perché speriamo che in quel vagone del treno per Kiev siano stati compiuti i primi passi dell'Europa che verrà dopo la guerra. Buon lavoro, Presidente Draghi (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva e di deputati del gruppo Partito Democratico)!

TV e Radio

Rai Isoradio

08 Giugno 2022

Rai Isoradio

27 Aprile 2022

Sky Tg24 Economia

27 Aprile 2022

Agorà (Rai 3)

01 Aprile 2022

Rai Isoradio

14 Marzo 2022

Rai Isoradio

21 Febbraio 2022

Rai Isoradio

16 Febbraio 2022

Agorà (Rai 3)

02 Febbraio 2022

Tg1 (Rai 1)

28 Gennaio 2022

Speciale Tg1 (Rai 1)

28 Gennaio 2022

Archivio