Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Informativa urgente del Governo sulla crisi tra Russia e Ucraina

23 Febbraio 2022


Onorevole Presidente della Camera dei deputati, onorevole Ministro, colleghi, dopo due anni di una terribile malattia, una pandemia che ha portato morte e sofferenze, che ha ferito e piegato l'economia, l'industria, il commercio, il lavoro, dopo questi due anni ora che il mondo ricominciava a vedere la luce ci troviamo, invece, nell'assurda e incredibile circostanza, nell'incubo inaccettabile del rischio, sempre più concreto, di una guerra al confine della nostra casa dell'Unione europea. Il gruppo di Italia Viva intende manifestare pieno apprezzamento e sostegno all'azione del Governo che lei, Ministro Di Maio, ha oggi rappresentato in quest'Aula sulla drammatica crisi tra Russia e Ucraina. Anzitutto, vorremmo ringraziare tutti gli italiani operativamente coinvolti e impegnati (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), dai contingenti militari agli operatori, dalla Farnesina a tutti i diplomatici che con lei, signor Ministro, collaborano. Nel suo intervento, Ministro, abbiamo sentito echeggiare le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio Draghi che, in poche parole, ha tratteggiato la complessità della situazione e i gravi rischi a cui anche noi siamo esposti. “Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del Governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di una inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell'integrità territoriale dell'Ucraina. La via del dialogo resta essenziale ma stiamo già definendo, nell'ambito dell'Unione europea, misure e sanzioni nei confronti della Russia” ha detto il Presidente Draghi. Non possiamo che esprimere fiducia e speranza per gli sforzi che si stanno compiendo sul piano diplomatico per trovare una soluzione pacifica. Allo stesso tempo, non possiamo nascondere tutta la nostra preoccupazione per la grave escalation in atto. Il riconoscimento delle repubbliche secessioniste ucraine Donetsk e Lugansk, seguito dall'invio di truppe russe sul territorio, ha in un colpo solo violato l'integrità territoriale ucraina e reso nulli gli accordi di Minsk, a cui si era pervenuti dopo l'attacco in Donbass nel 2014. Una mossa, insomma, che rischia seriamente di segnare un punto di non ritorno nei rapporti tra la Russia e l'Occidente. Infatti, dell'Occidente siamo parte anche noi, con tutta l'Europa geograficamente confinante con l'Ucraina e, quindi, fortemente interessata agli sviluppi dello scenario che investono quell'area. Un'evoluzione che dipenderà quasi interamente dalla strategia russa espressione della volontà del Presidente Putin. Come ha ricordato stamane il presidente Renzi, il punto politico drammatico è che c'è un tema di nuovo ordine geopolitico mondiale che ha bisogno di una ridefinizione e l'Europa unita e gli Stati Uniti dovranno fare un lavoro difficile. La speranza è che il dialogo prenda il posto dei carri armati, ma credo che l'Ucraina sia solo un pezzo di una strategia più grande. Quale possa essere, in realtà, tale strategia è il tema cruciale oggi all'attenzione della politica e degli analisti, che in larga parte mettono in luce l'approccio e le future alleanze del Presidente Putin e le rinnovate ambizioni russe di diventare una potenza globale, ripercorrendo le orme della vecchia Unione Sovietica. Per quanto ambizioso o persino anacronistico possa essere considerato un simile disegno strategico, appare comunque saggio e prudente non sottovalutarne le potenziali implicazioni e conseguenze. Nell'eventualità in cui la Russia decidesse di aumentare il livello dello scontro, uno scenario ad oggi plausibile, l'Europa dovrebbe, suo malgrado, fare i conti con una situazione estremamente complessa, quella di una vera guerra, e con i costi inevitabili che essa comporterebbe, quelli più alti in termini di vite umane in caso di avvio di un'invasione profonda fino a Kiev. Resta da capire se i russi intendano spingersi fino alla zona controllata dalle truppe separatiste, più piccola delle due province del Donbass, oppure se in tutte le province del Donbass, in parte sotto il controllo delle truppe ucraine. Nelle cancellerie europee e in seno all'Alleanza atlantica vi è graduale consapevolezza dei rischi a cui andiamo incontro. Per questa ragione sono assolutamente da evitare le debolezze e le divisioni emerse nel 2014 dopo l'invasione della Crimea. Al contrario, a guidare la nostra azione devono essere unità e fermezza, come è parso evidente ieri con l'approvazione di un primo pacchetto di sanzioni a carico della Russia che ha visto raggiungere l'unanimità tra i 27 Paesi europei. La magnitudine e la progressione delle sanzioni, su cui non ci potranno essere ambiguità, dovranno essere condivise con i nostri partner e alleati e avere il vincolo di efficacia e deterrenza per impedire escalation non accettabili. Non si tratta, naturalmente, delle misure più pesanti, da extrema ratio, discusse dal blocco dei Paesi occidentali nelle settimane scorse, che scatterebbero nell'ipotesi di un'invasione dell'Ucraina su vasta scala. È stata presa la decisione da parte del Cancelliere tedesco Scholz di sospendere la licenza a Nord Stream 2 - lo ha ricordato, signor Ministro degli Affari esteri -, il secondo gasdotto che collega la Germania alla Russia e che dunque accrescerebbe il potere, non solo economico, di quest'ultima nei confronti dell'Europa. Quello della dipendenza energetica è un tema di drammatica attualità. L'esplosione dei prezzi dell'energia rappresenta un ostacolo enorme sulla strada della crescita che il nostro Paese ha brillantemente intrapreso a partire dallo scorso anno, dopo il crollo del PIL dovuto alla pandemia. La crisi tra Russia e Ucraina si presenta, dunque, per l'Unione europea come una sfida da affrontare a più livelli e che, ancora una volta, evoca l'urgenza di dotarsi di un'autonomia strategica soprattutto sul piano dell'energia e della difesa. In attesa dei prossimi passi in questa direzione, vanno nel frattempo moltiplicati tutti i possibili sforzi sul piano del dialogo e della diplomazia, anche contemplando, naturalmente, tutte le iniziative possibili con la relativa gradualità, nel tentativo di impedire ulteriori passi verso il conflitto da parte russa, per i risvolti di una possibile tragedia umanitaria e nel tempo stesso cercando di difendere, come lei ha ricordato, Ministro, e noi lo condividiamo, gli interessi economici italiani. Gli impatti delle misure in corso stanno già determinando shock sui costi energetici, sulle materie prime, sulle commodity, il grano, in primis, e sui livelli inflattivi. Signor Presidente della Camera, signor Ministro degli Affari esteri, Italia Viva considera l'informativa di oggi una prima importante occasione di confronto tra il Governo e il Parlamento che dovrà necessariamente mantenersi costante anche in funzione dell'evoluzione della crisi in atto. Queste Aule del Parlamento sono il punto più alto, il punto più estremo della nostra democrazia, sono la forza della libertà, della prosperità e della pace e perciò da qui chiediamo che l'Italia, attraverso il Governo, possa e debba interpretare un ruolo fondamentale, perché la strada della diplomazia, del dialogo, della ragione e della pace prevalga sul conflitto e sulle armi (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

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