Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Disegno di legge: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (A.C. 3208-A)

16 Dicembre 2021


Signor Presidente della Camera, colleghi, come consuetudine anche quest'anno siamo giunti al passaggio finale del disegno di legge di delegazione europea e della relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione per il 2020, sui quali il gruppo di Italia Viva esprimerà un voto favorevole. È un'occasione per tracciare un bilancio e allo stesso tempo per volgere lo sguardo al presente e al prossimo futuro e lo facciamo ponendo al dibattito parlamentare due documenti, piuttosto differenti tra loro - uno di natura legislativa e l'altro di indirizzo e controllo - ma complementari. È questo il momento in cui - come ci viene rammentato - si compie una verifica complessiva sull'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea da parte dell'Italia. Il confronto, avvenuto in seno alla Commissione XIV - con il presidente Battelli, che ringrazio, con le relatrici e con tutti gli altri colleghi, che desidero ancora una volta ringraziare, e con il collaborativo sottosegretario Amendola - si è rivelato ricco di spunti interessanti e proficuo. L'articolato del disegno di legge reca disposizioni di delega al Governo per il recepimento di 9 direttive europee, oltre a dettare principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 4 direttive, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale a 12 regolamenti europei. Il contenuto delle direttive e dei regolamenti si presenta - come prevedibile - piuttosto eterogeneo, spaziando dal tema delle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere, alla modernizzazione delle norme a protezione dei consumatori, dai mercati degli strumenti finanziari alle accise, dalla cooperazione rafforzata sull'istituzione della procura europea alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, solo per citare alcuni degli argomenti trattati. Più in generale, ulteriori sforzi riteniamo vadano compiuti anche nella riduzione delle procedure di infrazione: ben 98 - riporta l'aggiornamento a pochi giorni addietro -, di cui 36 per mancato recepimento delle direttive. Trovo importante spendere, infine, qualche parola anche a proposito della relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione per lo scorso anno. Siamo tutti consapevoli - ne abbiamo anche parlato ieri di fronte al Governo e al Presidente del Consiglio - che questo sia stato un anno complicato, un annus horribilis, a causa della pandemia, che tuttora condiziona pesantemente le nostre vite, eppure per certi versi il 2020 può essere definito un anno storico sul piano della politica europea e anche per la capacità di tempestiva risposta dell'Unione rispetto all'enormità dei problemi che i popoli dell'Europa hanno dovuto attraversare e probabilmente un cambio anche di paradigma, di approccio dell'Unione europea rispetto alle grandi crisi precedenti, come quella del 2008 e del 2011, durante le quali i popoli hanno vissuto l'Unione molto lontana, mentre oggi finalmente - anche per l'entità delle risposte e dei programmi, a partire dal Next Generation EU, dalle riforme e anche dal fatto che, per la prima volta, l'Unione abbia messo in campo strumenti di debito comune - i cittadini la sentono più vicina e, per la prima volta, si sentono anche tutti più europei. Chiaramente, l'anno che è passato pone sfide future molto complesse: abbiamo il tema della pandemia, abbiamo altri venti contrari, come le spinte inflazionistiche, abbiamo temi come il rincaro delle materie prime e dei prezzi dell'energia e la strozzatura delle catene produttive. Credo che il prossimo anno abbia anche la priorità della rivisitazione del Patto di stabilità e crescita - lo ha ricordato ieri il Presidente del Consiglio: si tratta di regole che non hanno funzionato, in quanto non hanno aiutato i Paesi e i popoli che ne avevano bisogno - della riforma della governance economica, del dibattito sulle regole del Patto di stabilità, del confronto sulla prospettiva di uno strumento straordinario come il Next Generation: vorremmo che non fosse un fatto straordinario, ma che potesse assumere un carattere strutturale. Potremmo poi richiamare anche il tema delle politiche migratorie, che pare inestricabile, o quello della dimensione esterna dell'Unione e dei crescenti dubbi sulla sua inadeguatezza rispetto all'evoluzione dello scenario geopolitico. Sta anche al nostro Paese, al ritrovato protagonismo dell'Europa far sì che l'Unione esca, da questa fase, più forte, più competitiva, più integrata e più vicina ai cittadini. Ringrazio ed annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

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