Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 16 dicembre 2021

15 Dicembre 2021


Grazie, signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio dei Ministri, colleghi, ancora una volta il COVID è in cima all'agenda dei temi del Consiglio europeo di domani a Bruxelles e, purtroppo, l'Europa sta progressivamente tornando ad un rosso profondo, ad indicare che siamo chiamati ad affrontare una nuova ondata di pandemia. L'Italia ancora oggi è una delle poche Nazioni che ha reagito con una notevole capacità di aggressione e resistenza al virus grazie a una campagna vaccinale straordinaria, condotta dal suo Governo e dalle strutture preposte e grazie all'introduzione degli strumenti di protezione e salvaguardia della vita sociale. È in campo tutta la forza dello Stato e si deve dire tutta la forza morale degli italiani. Di fronte agli scenari e all'evoluzione dei dati epidemiologici, la risoluzione di maggioranza chiede al Governo l'impegno a proseguire negli sforzi per garantire la più ampia copertura vaccinale a livello europeo e a salvaguardare i risultati del certificato COVID digitale UE, garantendo una campagna informativa che convinca gli indecisi circa l'importanza del completamento del ciclo vaccinale e della terza dose booster. Per Italia Viva è parimenti essenziale agevolare la circolazione delle persone e le attività economiche e lavorative. Per questa ragione, chiediamo l'impegno ad analizzare le diverse tipologie di vaccini che possono essere riconosciuti come equivalenti e, in tal senso, chiediamo anche e auspichiamo che domani, in sede di Consiglio, voi, Capi di Stato e di Governo, possiate discutere criteri omogenei nell'applicazione degli strumenti di protezione, dove la tempestività e l'omogeneità nell'applicazione di questi criteri sono elementi essenziali dell'efficacia del contenimento delle varianti. Un altro vento contrario, oltre al COVID, che sta soffiando forte sull'Europa è riconducibile ai fortissimi rincari del prezzo dell'energia. Il Governo, vale la pena di ricordarlo anche in questa sede, sta moltiplicando gli sforzi per reperire le risorse necessarie a mitigare e ammortizzare l'impatto sui consumatori e sui bilanci delle imprese nei prossimi mesi. Lo ha ricordato il signor Presidente del Consiglio: 3,8 miliardi per il 2022, gli oneri generali di sistema, l'aliquota IVA al 5 per cento. Sono ordini di grandezza importanti, rilevanti, ma naturalmente la vera partita si gioca anche e soprattutto oltre i confini nazionali e nell'Unione Europea. Due mesi fa al tavolo dei 27 è stata avanzata una proposta lungimirante, che noi di Italia Viva abbiamo condiviso pienamente, e cioè riteniamo molto importante ribadire l'impegno a promuovere meccanismi volontari di approvvigionamento congiunto, ovvero acquisto centralizzato del gas per una transizione climatica sostenibile e in vista di una più ampia autonomia strategica. L'auspicio è che questa proposta incontri una condivisione più ampia; sarebbe un segnale importante e costruttivo che incrocerebbe il dibattito in corso sulla tassonomia green per definire cosa sia investimento sostenibile per la transizione ecologica. Il confronto su gas e nucleare, considerati fonti green al pari delle rinnovabili, è in corso già da alcune settimane e avrà certamente un impatto significativo sulle scelte dei Paesi dell'Unione e, quindi, anche del nostro. Italia Viva ritiene necessario sostenere e accompagnare le imprese e il sistema economico verso l'efficienza energetica per la riduzione dei consumi. È stato evocato in precedenza il concetto di autonomia strategica che si riconnette direttamente alla dimensione della sicurezza e della difesa. Il Presidente Michel con una certa enfasi ha definito il 2022 l'anno della difesa europea, appare, quindi, del tutto coerente l'impegno che chiediamo al Governo di sostenere i lavori per l'approvazione, a marzo 2022, della bussola strategica, strumento fondamentale da ancorare alla dimensione euro-atlantica, tenendo in considerazione che la sicurezza euro-atlantica è indivisibile. Quello delle partnership, per quanto essenziale, rappresenta tuttavia solo uno dei 4 punti cardinali della bussola; un altro, il crisis management, ci riporta drammaticamente ad una realtà in cui i fronti di minaccia per l'Unione vanno moltiplicandosi, soprattutto lungo il confine orientale. I migranti, fatti ammassare dalla Bielorussia al confine con la Polonia, usati come strumento inaccettabile di pressione nei confronti dell'Unione, da un lato, e le tensioni tra la Russia e l'Ucraina e i contatti tra Biden e Putin, nel tentativo di evitare pericolosi rischi di escalation, dall'altro, ripropongono due fattori di debolezza dell'Unione, ovvero la gestione dei flussi migratori e la capacità di difesa dei confini. Quanto al primo punto, cioè i migranti, abbiamo apprezzato ancora oggi le sue parole, signor Presidente del Consiglio, e il suo approccio e la risoluzione contiene impegni in sede europea affinché l'Unione ottenga una maggiore collaborazione da parte dei Paesi di origine e transito dei flussi, fondamentale per prevenire e contrastare la migrazione illegale e migliorare i risultati sull'azione dei rimpatri, e provveda - come lei ha richiamato - ad istituire corridoi umanitari. Quanto al secondo punto, e cioè Russia e Ucraina, la risoluzione di maggioranza evidenzia l'impegno a un richiamo alla necessità di ridurre le tensioni militari alla frontiera con l'Ucraina e in questo senso credo sia la strada da seguire quella che lei ha richiamato oggi qui in Aula, cioè la politica dell'ingaggio con la Russia; quella politica di ingaggio che lei ha offerto durante la consultazione con il Presidente degli Stati Uniti e il Presidente della Federazione Russa e che credo debba diventare anche il solco di discussione e di approccio dell'intero Consiglio europeo. Questo - ripeto - per riaffermare il pieno supporto dell'Unione alla sovranità e all'integrità territoriale ucraina e perseverare nel negoziato diplomatico per l'attuazione degli accordi di Minsk e per il sostegno al “Formato Normandia”. Bielorussia-Polonia e Russia-Ucraina rappresentano campanelli d'allarme che non solo non possono essere ignorati, ma che spingono l'Europa ad imboccare un percorso di fatto obbligato, che la porti in futuro a diventare un attore geopolitico oltre che economico. Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio dei Ministri, ancora una volta l'Europa rischia di ritrovarsi su un crinale. In questi lunghi e interminabili mesi della crisi pandemica la convinzione dei popoli di sentirsi più europei è forse arrivata più forte, è stata percepita, è entrata nei sentimenti delle persone, forse mai così intensa, anche per la prontezza e la dimensione degli interventi che l'Europa ha saputo mettere in campo. Oggi, tra crisi e complessità politiche, sociali economiche e globali non c'è più molta alternativa per l'Unione che rendere finalmente concrete le proprie ambizioni. Con questo auspicio, Presidente Draghi, le auguriamo buon lavoro al Consiglio di domani e dichiaro il voto favorevole di Italia Viva alla risoluzione di maggioranza; anche da parte nostra, poi, tanti auguri di buon Natale a lei (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

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