Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

DDL Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018

01 Ottobre 2019


Onorevole Presidente, onorevole Ministro Amendola, colleghi, Italia Viva voterà a favore di questo provvedimento. Questo voto si spiega con semplicità, nonostante la polemica sollevata ieri in discussione generale in quest'Aula sulla pretesa incoerenza di quei deputati che nelle precedenti due letture si erano astenuti. Il motivo è semplice, come dicevo: oggi un gruppo che condivide responsabilità di maggioranza deve garantire credibilità e stabilità nelle relazioni comunitarie e assicurare l'adempimento degli obblighi derivanti dalla partecipazione all'Unione europea. È il carico di chi governa. Gli elementi che hanno indotto molti deputati in precedenza ad astenersi - sottolineo: ad astenersi, non a votare contro - sono ancora lì, e tuttavia la fatica del compromesso e del Governo porta a queste conclusioni. Proprio quella fatica e quella applicazione che non ha mai voluto cogliere chi un bel giorno di agosto si è svegliato e ha deciso di abbattere da solo il proprio Governo, chiedendo le elezioni e i pieni poteri, chiamando solo per sé un plebiscito di piazza. Da loro non accettiamo lezioni e oggi ci possiamo rallegrare che l'Italia, con la democrazia e nel Parlamento, abbia imboccato una strada diversa dal populismo e dal sovranismo. Lo affermo con consapevolezza, perché è soprattutto grazie a Matteo Renzi che abbiamo evitato di cadere nel baratro sovranista. Vede, signor Presidente, noi non possiamo prendere lezioni di coerenza da chi in patria predica i respingimenti e i porti chiusi e poi non va in Europa al tavolo del Consiglio affari interni per negoziare il ricollocamento dei migranti. E noi non prendiamo lezioni di coerenza da coloro che urlano contro l'Europa cattiva e che ci lascia soli, e poi cercano di allearsi con Orbán, cioè quel capo di Governo che rifiuta i ricollocamenti. E soprattutto non accettiamo la morale di quella politica, che nel nord e nel nordest predica l'eccellenza del made in Italy e reclama per esso la tutela che meritano le eccellenze delle nostre esportazioni, e poi simpatizza apertamente per la Brexit, proprio quella Brexit che farà malissimo ai nostri prodotti e prima ancora ai nostri concittadini che vivono lì da decenni, specie se poi avverrà un no deal, un'uscita senza accordo, come ha ricordato anche l'altro giorno nel question time il nostro collega Massimo Ungaro. Altro che “prima gli italiani”: no, proprio no, da questi settori del Parlamento Italia Viva non prende alcuna lezione. Mi sarei aspettato che il Governo fosse criticato per altre questioni, come per esempio i livelli ancora troppo bassi di efficienza della spesa dei fondi strutturali: sappiamo bene che alcune regioni sono a rischio di mancato rimborso per la scarsa capacità di spesa dei denari del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo. Mi sarei aspettato anche critiche alla timidezza dell'Europa in politica estera, specie nel Mediterraneo e nella gestione della situazione libica. Mi sarei aspettato qualche frecciata sui due commissari europei, designati da Ursula von der Leyen, la cui conferma è stata rifiutata dal Parlamento europeo per manifesta inidoneità, tra cui quello ungherese, guarda caso, proprio quello proposto da Orbán. Nessuna di queste obiezioni si è levata dai banchi dell'opposizione, perché il merito delle questioni a loro non interessa (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Invece, noi abbiamo a cuore la soluzione dei problemi che toccano ed entrano nella vita delle persone, dall'ambiente all'energia, dai rifiuti alla tutela della salute nei prodotti e nei mangimi agricoli, dalla giustizia alla lotta alle mafie e al terrorismo. Da questo punto di vista, signor Presidente, gli interventi di discussione generale dei colleghi Sensi, Raciti e Zolezzi mi sono suonati molto accorti e pertinenti ai temi che stiamo trattando. In definitiva, non c'è dubbio che la legge di delegazione europea è un insieme composito di norme a tratti tecnicistico, la cui scrittura, mi rendo conto, non scalda i cuori. Chissà che nel prossimo futuro non si possa migliorare anche la struttura di questa legge, ma intanto noi votiamo a favore e sollecitiamo il Governo a presentare rapidamente il disegno di legge di delegazione europea per il 2019. Grazie a tutti (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

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