Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo 2021

25 Marzo 2021


Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio dei Ministri, colleghi è la prima volta che il nuovo Governo rende le comunicazioni al Parlamento in occasione del Consiglio europeo. Lei, Presidente Draghi, ha parlato di democrazia più partecipata, più partecipe attraverso il mandato e la rappresentanza dei parlamentari: di questo volevo anzitutto ringraziarla. Si tratta di un Consiglio cruciale per gli argomenti posti all'ordine del giorno, per il momento in cui lei, Presidente Draghi, e i suoi colleghi Capi di Stato e di Governo vi trovate ad affrontarlo. E, se mi permette, assume un significato e una forza particolare, nuova per l'Italia, per la inedita e larga maggioranza parlamentare che riflette il mandato che la sua figura, Presidente Draghi, rende così solido e autorevole negli equilibri del Consiglio europeo. Si può facilmente intuire che sarà il primo punto, quello riguardante l'andamento della campagna vaccinale, quello su cui si concentreranno le attenzioni e le preoccupazioni maggiori. Un anno di pandemia ha presentato anche al nostro Paese un conto pesantissimo. Il nostro primo pensiero da quest'Aula va a chi purtroppo la sua battaglia con il Coronavirus l'ha perduta: sono più di 105 mila persone (Applausi). La nostra economia ha fatto segnare lo scorso anno un arretramento di ben 9 punti del prodotto: è il risultato peggiore della storia della nostra Repubblica. Centinaia di migliaia di lavoratori, di imprenditori e di professionisti hanno dovuto fare i conti con una realtà che li ha piegati in una lunga sofferenza, non più a lungo sopportabile. Nonostante siano stati compiuti sforzi ingenti - lo ha riconosciuto anche lei, Presidente - sul piano politico, sia europeo che nazionale, per contrastare una situazione senza precedenti, dobbiamo ammettere che quegli sforzi si sono dimostrati finora insufficienti. E' ormai chiaro il legame tra emergenza sanitaria ed emergenza economica e, fino a quando non verrà risolta la prima, saremo costretti a continuare a fare i conti con la seconda. Tre mesi fa, eravamo a dicembre, Italia Viva aveva posto due questioni essenziali. La prima era di spingere nella direzione di un coordinamento delle politiche con l'obiettivo di fornire una risposta europea comune alla pandemia. La seconda, garantire il rafforzamento della strategia europea per i vaccini per consentire lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini sicuri ed efficaci con un accesso equo e tempestivo per i cittadini europei. Ora non abbiamo alternative che superare tutti gli ostacoli di qualsivoglia natura che frenano la diffusione dei vaccini, direi anche facendo riferimento al messaggio che ha voluto dare oggi, signor Presidente del Consiglio. Oggi è ineludibile marciare con una coerenza stringente tra tutti i livelli istituzionali che discendono dal Governo. Il mio riferimento chiaro è alle regioni. Il Governo ha per prima cosa fatto importanti modifiche organizzative e di comando cambiando il commissario straordinario, il vertice della Protezione civile, e sta moltiplicando gli sforzi in ogni direzione per svoltare finalmente con il piano dei vaccini. Mi riferisco alle sue parole che abbiamo colto come un impegno solenne: più persone possibili da vaccinare nel più breve tempo possibile. E, ancora, riaprire la scuola in primis, anche nelle zone rosse. E' la vita dei nostri ragazzi, didattica ma non solo, direi, anche e soprattutto, psicologica (Applausi). Nella risoluzione di maggioranza noi chiediamo al Governo per i lavori del Consiglio europeo di assumere una serie di impegni. Anzitutto – ed è il minimo - è necessario esigere che le aziende farmaceutiche che abbiano sottoscritto con la Commissione europea accordi di pre-acquisto di vaccini agiscano in maniera trasparente e nel rispetto degli impegni presi. Anche la spinta ad accelerare le procedure di autorizzazione dei vaccini in tempo di emergenza così grave è un fatto importante, chiaramente senza venir meno agli standard di sicurezza e di qualità. Ancora, altri impegni, come il sostegno a progetti che mirino all'autosufficienza europea nella creazione e produzione di vaccini, anche attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato, appaiono più compatibili con una tempistica meno stringente. Una valutazione analoga si può applicare anche all'impegno di assicurare, in raccordo con la Comunità europea, lo sviluppo della capacità industriale interna dell'Unione. Signor Presidente del Consiglio, qualche giorno fa, in conferenza stampa, lei ha pronunciato due frasi molto significative, che certamente questa sera ha puntualizzato e chiarito in senso europeista. La prima: “Bisogna essere pratici, si cerca di stare insieme, ma qui si tratta della salute. Se il coordinamento europeo funziona bisogna seguirlo, se non funziona bisogna andare per conto proprio”. La seconda: “L'Europa prevede che vengano bloccate le esportazioni di quelle ditte che non rispettano gli accordi. Noi l'abbiamo fatto e continueremo a farlo”. Entrambe, a nostro avviso, racchiudono il senso di un pragmatismo lungimirante, da cui discende anche quel cambio di passo di cui c'è assoluto bisogno. Non solo dimostrano che si può essere convintamente europeisti, riconoscendo anche i limiti dell'Unione senza contraddizioni e tentennamenti rispetto alla difesa dell'interesse nazionale. Ancora, confermano che l'Italia è nelle mani più sicure. Signor Presidente, onorevoli colleghi della Camera, sono convinto che sia un fatto politico positivo constatare che oggi una larghissima parte dell'arco parlamentare gestisca questa fase provante insieme, dopo una crisi politica che non si è consumata sui personalismi, ma sulla necessità di creare una discontinuità, una rottura che si è rimarginata attorno a lei, Presidente Draghi, e alla sua autorevolezza. Un Governo sostenuto da un'ampia maggioranza di gruppi parlamentari non significa il commissariamento della politica, né sancisce il fallimento della politica. Dopo anni di scontri che hanno affievolito anche il nostro rapporto di parlamentari con le istituzioni e con gli italiani soprattutto, si tratta al contrario di una scelta politica di emergenza consapevole, al di là del rispondere positivamente all'appello del Presidente della Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Una scelta di emergenza consapevole che le sfide poste dalla pandemia non sono ancora state vinte. Il Consiglio europeo si occuperà anche di questioni essenziali di natura economica che guardano ben oltre la pandemia: mercato unico, politica industriale, trasformazione digitale. Creare uno spazio digitale sicuro, capace di stimolare innovazione e competitività, vuol dire governare una transizione irreversibile che sta già coinvolgendo milioni di consumatori, di prodotti, di aziende, di mercato, di capacità produttiva e di investimenti. È essenziale che la competizione si svolga secondo regole chiare per tutti. Per questo motivo chiediamo al Governo l'impegno di garantire lo sviluppo di un mercato unico dei servizi digitali, basato sulla tutela della proprietà intellettuale e sul contrasto ai contenuti illegali. Allo stesso tempo è necessario conseguire l'obiettivo di una tassazione digitale efficace e giusta. Signor Presidente del Consiglio, abbiamo accolto con grande positività quanto lei ha affermato circa la collaborazione con la nuova amministrazione degli Stati Uniti d'America e del Presidente Biden. Signor Presidente, colleghi, dopo un anno di pandemia, di profondo rosso, il rischio di sconforto per tutti è alto. Due persone in queste settimane ci hanno restituito fiducia: il Presidente della Repubblica Mattarella, con la sua forza morale e istituzionale, e lei, Presidente Draghi, che si è messo a disposizione della Repubblica nel momento più difficile e delicato. Noi deputati di Italia Viva siamo al suo fianco, qui, oggi, in Parlamento, alla Camera, votando a favore della risoluzione di maggioranza, e siamo al suo fianco domani in Europa ai lavori del Consiglio europeo. Buon lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva)!

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