Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020

09 Dicembre 2020


Signor Presidente della Camera, signor Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevoli deputati, l'ultimo Consiglio europeo del 2020 vedrà i Capi di Stato e di Governo chiamati ad occuparsi di un'agenda impegnativa e complessa, dalla pandemia ai cambiamenti climatici, dalla sicurezza alle relazioni esterne, per concludere con il Vertice Euro dedicato all'Unione bancaria e all'Unione dei mercati di capitali esteso ai 27 Paesi. Quello che volge al termine è stato indubbiamente un anno terribile. Siamo stati colpiti alle spalle da un virus micidiale, che si è insinuato nelle nostre vite, stravolgendole, che si è rivelato purtroppo una tragedia insuperabile per decine di migliaia di nostri concittadini che non ce l'hanno fatta e ai quali va il nostro pensiero anche oggi (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), che ha messo in ginocchio le economie in ogni parte del mondo, che ha imposto infine la riscrittura dell'agenda politica dei Governi, nel tentativo di superare un diffuso senso di smarrimento e portare nuovamente fiducia. In questi lunghi mesi abbiamo dovuto accettare l'idea che vicinanza e socialità evocassero un rischio, con lo stato d'animo sospeso nella speranza che la seconda ondata di contagi finisca presto e il timore, verso il quale non dobbiamo avere atteggiamenti supini, che se ne possa affacciare una terza. È nostro dovere prepararci con tutta la forza dello Stato alla realtà e alla gestione di un vaccino - anzi, di più vaccini - in grado di farci ritrovare progressivamente la normalità. Il ruolo giocato dall'Unione europea in tal senso è di primaria importanza e lo ha ricordato e affermato anche poc'anzi lei, signor Presidente del Consiglio. È fondamentale assumere due iniziative in campo sanitario. La prima: una direzione di un coordinamento delle politiche con l'obiettivo di fornire una risposta europea comune alla pandemia. In secondo luogo, garantire il rafforzamento della strategia europea per i vaccini. Per noi di Italia Viva si tratta di un tema altamente sensibile, al punto che riteniamo si dovrebbe predisporre un piano pandemico europeo, che garantisca l'equilibrio tra le esigenze di salute e sicurezza e quelle produttive e di mobilità delle persone nell'Unione, puntando alla creazione dell'Unione sanitaria europea. Guardando al futuro, ancora più cruciale è per noi la questione ambientale dei cambiamenti climatici; ne abbiamo già dibattuto in numerose occasioni in quest'Aula, sottolineando spesso il ruolo di avanguardia dell'Unione europea, che ha scelto di interpretare su questo fronte, nella consapevolezza dei limiti da porre e dei cambiamenti da indurre per contenere una deriva dalle conseguenze altrimenti disastrose. È giusto, quindi, sostenere la proposta della Commissione di riduzione netta di almeno il 55 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2030, confrontate al 1990, obiettivo che rimane fondamentale per affrontare in maniera efficace la sfida del cambiamento climatico. In questo processo, tuttavia, è essenziale che si tenga conto degli sforzi degli Stati membri che vengono penalizzati se, come l'Italia, si sono già impegnati a fondo per realizzare e raggiungere con successo gli obiettivi al 2020. Non mi stancherò mai di ripetere che è altrettanto essenziale tener conto delle caratteristiche specifiche delle nostre imprese, piccole e grandi, che dovranno essere tutelate e accompagnate nel mezzo di questa nuova rivoluzione industriale. Tenendo conto che stiamo discutendo dell'indirizzo politico europeo a maggiore valenza strategica per i prossimi trent'anni, non possiamo che guardare con preoccupazione allo stallo creato dal veto di Polonia e Ungheria nell'approvazione del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 integrato con il Next Generation EU (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). In tutta franchezza, è molto grave che si riproponga una nuova frattura proprio a pochi metri dal traguardo, con la rappresentazione di un'Unione ostaggio di due Paesi che continuano a non sentire ragioni in tema di rispetto dello Stato di diritto. È un atteggiamento denso di rischi e non accettabile, al quale occorre rispondere con la massima intransigenza, poiché i valori e le basi fondamentali del progetto europeo non possono in alcun modo essere negoziabili. Non è possibile prendere né pretendere a piacimento, per nessuno. Oggi, dopo avere archiviato una fase negoziale lunga e difficile, è fondamentale che le risorse finanziarie a sostegno dei piani nazionali di ripresa e resilienza affluiscano secondo la tempistica prospettata, perché è ad essa che i Paesi membri hanno affidato in larghissima parte le aspettative di ripresa economica dopo il tornado del COVID-19. Signor Presidente, colleghi, tra questi Paesi ci siamo anche noi; senza alcuna retorica, l'Italia ha realmente la chance di gestire 209 miliardi di euro di risorse per la ripresa. Siamo entrati, proprio in questi giorni, in una fase cruciale; dobbiamo dimostrarci, tutti, all'altezza di questa sfida; è la più rilevante opportunità di risorse e, quindi, la più impegnativa responsabilità politica in termini di responsabilità e di risorse degli ultimi decenni o forse più. È questa, per noi di Italia Viva, la nostra più grande preoccupazione ed è per questa ragione, signor Presidente, che riteniamo fondamentale essere chiari ed esigenti, non soltanto sul piano dei contenuti, ma anche su quello della governance. Mai come in questo momento, la politica deve richiamarsi al principio cardine dell'accountability, poiché delle scelte che compiamo oggi dovremo rendere conto ai nostri figli domani (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva); 209 miliardi di risorse sono una enormità, 209 miliardi di euro di risorse sono un ordine di grandezza senza precedenti, una grandissima opportunità che non dovrebbe consentire margini di errore, ritardi o dissipazioni. Le istituzioni politiche, il Parlamento e il Governo sono responsabili di queste scelte e ne rispondono al Paese e al popolo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). E' la democrazia, è la forza e il mandato della rappresentanza, Italia viva lo ha posto e lo pone con la massima coscienza. Signor Presidente, non stiamo evocando strumentalmente questioni costituzionali: io credo che sia anche una questione di grande serietà e responsabilità ed anche, me lo consentirete, il momento più alto di risposta di dignità di queste Camere ai sentimenti di populismo e di antipolitica che hanno indebolito, in tanti anni di costante logoramento, la fiducia nel processo democratico da parte di molti nostri concittadini. Arrivo al MES: Italia Viva oggi dice un doppio “sì”. Abbiamo detto “sì” chiedendo un mandato pieno a lei, signor Presidente del Consiglio e al Governo, alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità che istituisce, a partire dal 2022, un sostegno comune, il backstop, al Fondo di risoluzione unico delle banche sotto forma di una linea di credito MES quale garanzia di ultima istanza. Vorrei dire una cosa, anche perché in quest'Aula non si possono raccontare balle. Punto primo: il MES è un elemento la cui stessa presenza è stabilizzazione dei mercati. Nessun Paese europeo ha oggi bisogno della liquidità del MES, ma è un'assicurazione fondamentale perché chiunque si dovesse trovare in una condizione di difficile accessibilità dei mercati avrà questo strumento. Aggiungo anche che non sono vere le affermazioni che sono state pronunciate in quest'Aula: il 18 per cento del capitale del MES e la partecipazione dell'Italia a questo capitale, non può avere, diciamo, inibizioni al nostro potere di veto, poiché le decisioni sull'assistenza finanziaria non verranno prese all'80 per cento, bensì all'85 per cento quindi, collega Borghi, lei non può in queste aule, dire cose che non corrispondono alla verità (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Infine, noi siamo anche per il “sì” al MES sanitario che consentirebbe al nostro Paese di usufruire di risorse ingenti, 37 miliardi di euro senza condizionalità a condizioni sotto il mercato. Chi ha cultura finanziaria non può avere dubbi, chi non le ha accampa le argomentazioni più surreali (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Infine, signor Presidente della Camera, guardando quest'anno ormai al crepuscolo, ritorna in mente Jean Monnet, forse il più grande tra i padri dell'Europa comunitaria, quando sosteneva che l'Europa si sarebbe fatta nelle crisi e che sarebbe stata la somma delle soluzioni che si sarebbero trovate per queste crisi. Non perdiamo questa occasione per avviare al più presto la conferenza sul futuro dell'Europa per discutere delle riforme politiche ed istituzionali necessarie a rilanciare e rafforzare il processo di integrazione comunitario alla luce dei cambiamenti intervenuti in questi ultimi mesi. Sarebbe bello guardare al futuro senza dovere continuamente confidare nelle crisi come opportunità di crescita per l'Unione (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

TV e Radio

Start (Sky Tg24)

25 Marzo 2021

Start (Sky Tg24)

26 Febbraio 2021

Studio 24 (RaiNews 24)

09 Dicembre 2020

Tg La7

09 Dicembre 2020

TgCom 24

09 Dicembre 2020

Report (Class CNBC)

07 Dicembre 2020

Dentro i fatti (TgCom 24)

03 Dicembre 2020

Dentro i fatti (TgCom 24)

29 Novembre 2020

Super partes (Canale 5)

28 Novembre 2020

Start (Sky Tg24)

12 Ottobre 2020

Archivio