Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019

16 Ottobre 2019


Signor Presidente del Consiglio, onorevoli deputati, il nostro gruppo parlamentare, Italia Viva, è soddisfatto anzitutto per la discontinuità e per il diverso approccio nei rapporti con l'Unione europea di questo Governo rispetto alla precedente maggioranza a trazione sovranista. Dicevo un diverso approccio - nell'augurarle, signor Presidente del Consiglio, buon lavoro per il prossimo Consiglio europeo - perché siamo di fronte ad un approccio più costruttivo, più propositivo, lontano dalle logiche di contrapposizioni, delle quotidiane minacce, perfino degli insulti, che hanno caratterizzato i rapporti di importanti esponenti del precedente Governo con molti partner europei. Bene quindi che sia finito l'isolamento dell'Italia: da soli non esistono possibilità per far fronte alle sfide enormi e alle complessità globali che abbiamo di fronte, per l'Italia, per le famiglie, per le imprese, per il lavoro. Signor Presidente, il Consiglio europeo in programma domani e dopodomani non potrà non reagire e prendere iniziative estremamente severe, in seguito alla drammatica crisi in Siria. Consideriamo l'operazione militare unilaterale della Turchia contro il popolo curdo un orrore puro, una barbarie contro i civili, una concreta minaccia alla pace nel mondo. I curdi sono stati in prima linea per combattere l'estremismo dell'ISIS e l'azione militare turca rischia di restituire forza allo Stato islamico. Molti terroristi sono già scappati e alcuni di questi, con una violenza inaudita, hanno barbaramente violentato e assassinato un simbolo di pace come Hevrin Khalaf (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Non sono accettabili, dunque, i toni estremi usati dal Presidente turco Erdogan, che è arrivato persino a minacciare di inviare in Europa oltre 3 milioni e mezzo di rifugiati siriani. Non dobbiamo essere contro il popolo turco, ma vogliamo condannare l'atteggiamento del Governo turco, con la massima fermezza, e condividiamo la scelta dell'Italia di interrompere la fornitura immediata di armi alla Turchia, annunciata l'altro giorno, in quest'Aula, dal Ministro degli Affari esteri, Di Maio. Allo stesso tempo vorremmo che un atto così grave, che viola il diritto e la legalità internazionale e rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza, ricevesse anche dal Consiglio europeo reazioni adeguate e sanzioni economiche. Questo conflitto, peraltro, giunge in un momento caratterizzato da un elevato grado di complessità per l'Unione europea, attraversata da forti tensioni, sia all'interno che all'esterno. La prima questione fonte di grande instabilità è determinata dalla Brexit, una questione che - lo ricordava prima il mio collega Massimo Ungaro - ad oltre tre anni di distanza dal referendum, che ha sancito la vittoria del leave, si presenta ancora non risolta. Il conto alla rovescia per il 31 ottobre ormai è partito, ma ancora non è chiaro quale potrà essere l'esito finale della controversia, un'incertezza che continua a fare male a tutti. Ci devono fare riflettere, quindi, cari colleghi, i populismi e i sovranismi. Vediamo quale caos, quali danni e quali preoccupazioni stanno creando a una grande democrazia, come quella del Regno Unito. Signor Presidente del Consiglio, noi di Italia Viva chiediamo un impegno al Governo per minimizzare l'impatto negativo sulla nostra comunità italiana nel Regno Unito, sulle persone anzitutto – ben 700 mila – e sull'economia. Ricordo che parliamo del nostro quarto mercato export, con oltre 23 miliardi di surplus commerciale bilaterale. Italia Viva e le altre forze di maggioranza richiamano l'importanza di un impegno per un'uscita ordinata del Regno Unito dall'Unione europea e per la conclusione di un Accordo di recesso che non metta in pericolo l'integrità del mercato interno. Parimenti, non appare risolta anche un'altra grande questione, quella dell'immigrazione. La crisi migratoria del 2015 ha trovato in seno all'Unione una risposta parziale, insufficiente e persino contraddittoria, che ha visto alcuni Paesi accogliere i migranti siriani ed altri innalzare muri di filo spinato. Sappiamo quanto cruciale sia la questione immigrazione per l'Italia. Il recente Accordo raggiunto a Malta tra sei Paesi volenterosi – oltre all'Italia, Malta, Francia, Spagna, Germania e Finlandia – rappresenta un importante primo passo da valutare positivamente sul piano politico. Nelle prossime settimane ai tavoli europei occorrerà che al primo passo ne seguano altri, affinché l'Unione prenda finalmente coscienza dell'importanza di farsi carico, nel suo insieme, della gestione dei flussi migratori. Il nuovo ciclo istituzionale europeo dovrà dimostrare la capacità dell'Unione di essere inflessibile con i trafficanti di esseri umani, ma di confermare i principi di solidarietà, fondanti l'Unione europea (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). È necessario che, tra i Paesi membri, maturi la consapevolezza dell'urgenza di modificare le regole di ricollocamento, come pure sono maturi i tempi per siglare partenariati con i Paesi terzi. Una terza questione non risolta riguarda, poi, lo stato di salute complessivo dell'economia continentale, che pone seri interrogativi sulla strategia di crescita, nel breve e nel medio periodo. In primo luogo, uno stimolo alla crescita significativo potrà giungere dall'attuazione di un green deal europeo, un grande piano di investimenti per la sfida dei cambiamenti climatici, che passi attraverso una nuova visione di industria, proiettata sulla frontiera dell'innovazione tecnologica e dell'ambiente. In secondo luogo, signor Presidente, per Italia Viva, è estremamente importante l'impegno di aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro (Applausi dei deputati dei gruppi Italia Viva e del Partito Democratico), promuovendo la parità di genere nella vita lavorativa, nella conciliazione tra lavoro e vita familiare e nella retribuzione. Infine, va ricordato che nell'ambito dell'Unione, in particolare nell'eurozona, convivono oggi due gruppi di Paesi con situazioni di finanza pubblica polarizzate. Da un lato, vi sono i Paesi con un avanzo di bilancio, come Germania e Paesi Bassi; dall'altro, i Paesi in deficit, come Francia e Italia. Mentre i primi sono invitati a spendere, i secondi si trovano con le mani legate. È, dunque, necessario ed urgente un cambio di passo, attraverso una revisione delle regole fiscali, capace di far cogliere i vantaggi offerti dalla politica monetaria straordinariamente accomodante che la Banca centrale europea ha rimesso in campo, con l'obiettivo di sostenere l'economia dinanzi alle previsioni di rallentamento. Lo scenario economico mondiale, infatti, è dominato da un clima di pesante incertezza, generata dal rischio che le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina possano sfociare in una vera e propria guerra commerciale. L'Unione europea ha moltissimo da perdere, sia perché Stati Uniti e Cina occupano i primi due posti nei flussi di import-export dell'Unione sia perché l'Unione, dopo i dazi su acciaio e alluminio, teme che venga colpito un settore altamente strategico come l'automotive. E questa è un'eventualità molto negativa per tutta l'industria europea. Nel frattempo l'Unione europea - lo ricordava prima il mio collega Gianfranco Librandi - subisce comunque una penalizzazione, poiché gli Stati Uniti hanno ottenuto il via libera dal WTO ad imporre tariffe su importazioni europee fino a 7 miliardi e mezzo di dollari, come conseguenza degli aiuti illegittimi goduti dal consorzio aeronautico Airbus. Nonostante il nostro Paese sia estraneo alla vicenda, ne pagherà ingiuste e inaccettabili conseguenze e questo implica un danno per il nostro sistema produttivo, che esporta sul mercato statunitense, danno che dovrà in qualche modo essere ristorato. È per questo che noi riteniamo essenziale promuovere ogni azione, anche compensativa, diretta a difenderci dagli effetti dei dazi. Signor Presidente, colleghi, come Italia Viva riteniamo che per l'Unione europea sia essenziale ritrovare un afflato unitario, per affrontare, in un clima di nuova fiducia, un cammino sfidante, ma ricco di complessità. Oltre a tutte le già citate questioni, è necessario che l'Unione europea compia ogni sforzo nei confronti degli Stati Uniti, per ritrovare lo spirito originario dei rapporti transatlantici. Dopo una parentesi - e concludo, signor Presidente - che stava facendo scivolare il nostro Paese su un sentiero di progressivo isolamento nell'ambito europeo, oggi abbiamo la possibilità di recuperare a pieno titolo il posto che spetta ad un Paese fondatore, come il nostro, insieme all'Unione europea. Alla luce di queste considerazioni, annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva alla risoluzione (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

TV e Radio

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