Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 2019

11 Dicembre 2019


Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, Ministro Amendola, onorevoli deputati, nel Consiglio europeo in programma domani e dopodomani i Capi di Stato e di Governo dovranno affrontare un’agenda che comprende tre punti essenziali: la strategia di lungo termine dell’Unione nella sfida ai cambiamenti climatici; il quadro finanziario pluriennale 2021-2027; l’Unione economica e monetaria. Tutto questo nel mezzo di un quadro economico incerto e aggravato dalle tensioni profonde tra Stati Uniti e Cina a livello commerciale e l’eventualità di una Brexit disordinata, non ancora scongiurata. Partiamo, dunque, dalla strategia sui cambiamenti climatici. Rappresentano un impegno e una sfida enorme: l’obiettivo di rendere l’Unione europea il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 ha spinto la Commissione a proporre un Green Deal europeo in cui collocare politiche di crescita coerenti con la sostenibilità ambientale. La risoluzione impegna il Governo a sostenere e promuovere riforme orientate alla crescita sostenibile e all’inclusione sociale. Vedete, la sfida green è una vera rivoluzione in atto, già in atto. Chi la contrasta, chi non la comprende, chi non la accompagna, si mette inesorabilmente fuori dai processi di sviluppo dei prossimi anni e, forse, dei prossimi decenni (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). È una frontiera ineludibile di ambiente, sostenibilità, industria, investimenti, ricerca, innovazione, nuovi prodotti e nuovi consumi, trasformazioni sociali e industriali. È una frontiera in cui dobbiamo esserci, dobbiamo essere i primi. Altre potenze economiche industriali che stanno guidando la crescita mondiale si stanno muovendo pesantemente da anni. Ora, o noi ci siamo, o saremo tagliati fuori (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) insieme alle nostre industrie, al lavoro, all’innovazione. Saranno necessarie azioni finalizzate a proteggere l’ambiente e assicurare una transizione industriale equilibrata, attraverso una strategia che tuteli e che protegga il nostro sistema industriale produttivo. Noi non vogliamo fare regali a nessuno, noi siamo consapevoli di questa sfida, ma la seguiremo insieme al Governo, stando molto attenti agli interessi della nostra industria. La risoluzione contiene punti di assoluta chiarezza anche sulla questione delle riforme dell’Unione economica e monetaria, che trovo utile richiamare. Prima, però, mi sia consentito, va sgombrato il campo da un dibattito degradato. Signor Presidente del Consiglio, io la ringrazio, perché nell’ultimo intervento qui alla Camera lei ha messo nero su bianco, in modo inequivocabile e non smentibile, atto per atto parlamentare, audizione per audizione, ha citato tutti i Consigli dei ministri in cui appare surreale, se non patetico, il tentativo di chi era al Governo e oggi fa finta che il punto in cui siamo arrivati sia calato da Marte (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). È un dibattito, quindi, delle opposizioni sovraniste, che degrada, che inquina, è un dibattito inquinante e che non è tollerabile nelle Aule parlamentari. È stato portato avanti dalle opposizioni sovraniste con delle dosi di irresponsabilità imbarazzanti. Sono state buttate addosso all’opinione pubblica falsità, sciocchezze e preoccupazioni sconsiderate: parlo ovviamente del MES. Non c’è, non esiste alcun danno per i risparmiatori, che invece hanno subito i danni veri nel 2018 dal Governo sovranista, con spread alle stelle (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), caduta delle borse, perdite per i risparmiatori, perdita di credibilità. Noi siamo qui, in presenza di un meccanismo, di uno strumento che - alla rovescia delle sciocchezze e delle balle che voi raccontate - protegge il risparmio, che non toglie risorse, anzi le dà, è un’assicurazione, un paracadute finanziario che si attiva solo in caso di necessità o di condizioni avverse, che - come ha ricordato lei, signor Presidente del Consiglio, ma noi ne siamo consapevoli tutti - oggi fortunatamente non ci sono, non riguardano l’Italia, perché fortunatamente l’Italia è tornata nell’alveo dell’affidabilità. È un meccanismo che semplicemente assiste e protegge dal contagio. La riforma del MES non prevede nessuno scambio tra assistenza e ristrutturazione, anzi è volta ad evitare la ristrutturazione. La risoluzione di maggioranza, che noi di Italia Viva votiamo, esclude qualsiasi meccanismo automatico sul debito pubblico. Viene ribadita la contrarietà a restrizioni alla detenzione dei titoli di Stato da parte di banche e istituzioni finanziarie. Viene riconosciuta - mi rivolgo ai leghisti - la centralità del Parlamento, che resta dunque sovrano in caso di attivazione del MES, con procedure di approvazione. Nella risoluzione è contenuto anche il fatto che il Parlamento sarà informato costantemente sui passi e sulle tappe, che, dal punto di vista economico-finanziario, verranno portati avanti nelle tappe dei negoziati. Vengono, cioè, smentite le falsità che sono state raccontate. Altra falsità: chi dice che tutto era già stato concordato, o mente, o non conosce (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva)! O mente, o non conosce! La risoluzione, infatti, è coerente con l’impegno del Governo a mantenere la logica di pacchetto e, quindi, oltre al MES, il BICC, cioè l’embrione del budget comunitario, l’EDIS, l’assicurazione sui depositi, e, come ho già ricordato, l’esclusione della ponderazione sui titoli di Stato, che avrebbe costituito e che rischia, in caso contrario, di costituire un pericolo vero; in più, l’introduzione di uno strumento obbligazionario sicuro, il cosiddetto safe asset. Signor Presidente, Italia Viva voterà la risoluzione perché crediamo che sia un bene per l’Italia. Noi non siamo qui ad esaltare il MES, spero che vi sia chiaro. Noi non abbiamo ossessioni per il MES o per tutti questi meccanismi, semplicemente ci sarà, da oggi, uno strumento che prima non c’era e che protegge l’Unione europea, non solo l’Italia, ma tutti gli Stati dell’Unione, in caso di necessità. Prima non c’era, e si è visto cosa è successo nel 2011, che cosa significa agire nell’emergenza: sarebbe irresponsabile, demenziale, oggi, non dotarsi di questo strumento. Per Italia Viva, le nostre ossessioni positive sono altre: avere impedito una recessione, lo sbandamento dell’Italia ad agosto, aver lavorato e impedito l’aumento di 23 miliardi sull’IVA (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva), avere impedito che l’Italia fosse marginalizzata nel buio solo del sovranismo e che rischiava di non contare più niente. Noi di Italia Viva oggi vogliamo e lavoriamo per la crescita, per tagliare le tasse, per aiutare l’ambiente, l’innovazione, le imprese, un piano shock di infrastrutture. Siamo qui per dare all’Italia la strada giusta e una strada più dignitosa. Lavoriamo per un’Italia migliore, e per questo annuncio il voto favorevole di Italia Viva (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva – Congratulazioni).

TV e Radio

TgCom 24

21 Maggio 2020

La bussola (RaiNews 24)

11 Maggio 2020

Studio 24 (RaiNews 24)

06 Maggio 2020

Super partes (Canale 5)

25 Aprile 2020

Coffee break (La7)

04 Aprile 2020

Studio 24 (RaiNews 24)

05 Marzo 2020

Start (Sky Tg24)

04 Marzo 2020

Agorà (Rai 3)

25 Febbraio 2020

Sky Tg24 Economia

20 Febbraio 2020

Tg1

19 Febbraio 2020

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