Matteo Colaninno

Coraggio, Responsabilità, Crescita

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 20 e 21 febbraio 2020

19 Febbraio 2020


Onorevole Presidente, signor Presidente del Consiglio, il Consiglio europeo straordinario in programma domani sul quadro finanziario pluriennale si annuncia decisivo per il cammino dell’Europa e di tutto il progetto europeo. Per questo, signor Presidente del Consiglio, la sosteniamo e incoraggiamo a mettere in campo tutta la determinazione possibile in questa fase di elevata complessità internazionale. Oggi più che mai il bilancio europeo non è un fatto burocratico, ma è un elemento discriminante per la stessa esistenza del progetto europeo. Le complessità che stiamo vivendo sul terreno della crescita e del commercio globale, ove sappiamo esserci potenze industriali, economiche e demografiche che stanno marcando ancora più profondamente i trend economici globali (guerre commerciali, tensioni geopolitiche anche nel Mediterraneo e nelle regioni più vicine a noi, fatti sconvolgenti non prevedibili, come per esempio il Coronavirus, che hanno impatti drammatici nella vita delle persone), impongono uno scarto vero, un rilancio, che naturalmente ha il suo perno nel bilancio. La stessa Brexit rappresenta una fase di crisi grave per l’Europa su cui interrogarsi e reagire: anche sul piano del bilancio, poiché pone immediatamente la questione del gap di risorse post Brexit. Le minori risorse a disposizione del quadro finanziario pluriennale 2021-27 non possono lasciarci indifferenti. I primi a pagarne il conto potrebbero essere i nostri agricoltori. Italia Viva e la maggioranza chiedono un superamento del meccanismo di convergenza esterna dei pagamenti diretti agli agricoltori: chiediamo un’adeguata compensazione per la penalizzazione già subita nell’attuale ciclo. Quindi, bilancio, risorse e soprattutto quali investimenti vogliamo fare. Si confrontano due orientamenti: quelli dei cosiddetti “frugal four”, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Svezia, Germania, Paesi contributori netti, che puntano ad una previsione di spesa dell’1,07 per cento del reddito nazionale lordo; è un livello gravemente insufficiente. In alternativa l’approccio sostenuto dai 16 Paesi del Sud e dell’Est Europa, per lo più beneficiari netti, che puntano ad un contributo più elevato dell’1,11 per cento. È del tutto condivisibile, signor Presidente, che il nostro Paese ritenga poco ambiziosa la proposta del Presidente del Consiglio europeo Michel, appena migliorativa di uno 0,004 per cento di quella finlandese. Per questo, signor Presidente, Italia Viva la invita al coraggio per aumentare le risorse. Non possiamo e non dobbiamo cedere, sia perché abbiamo programmi ambiziosi, ne parlava lei nella sua comunicazione, a partire dalla sfida del Green Deal, una sfida e una frontiera di ambiente, di risorse, di investimenti, di consumi, di industria, in cui l’Italia deve esserci. Chi sta fuori oggi perde ed è tagliato fuori dal futuro, questo è chiaro, però voglio anche in questa sede ricordare che Green Deal significa anche proteggere gli interessi nazionali da possibili effetti boomerang ad esempio sul sistema industriale italiano, che è sì avanzato e sta investendo, è preparato già, con prodotti altamente competitivi, sulla frontiera del Green Deal, ma è chiaro che gli ordini di grandezza in campo, ad esempio verso la Germania, in alcuni settori in particolare, sono purtroppo asimmetrici. Non possiamo e non dobbiamo cedere, anche perché la crisi di Brexit, i sovranismi, i nazionalismi possono essere superati e sconfitti da una percezione completamente diversa, concreta e non elitaria del progetto europeo; un progetto che deve cambiare anche nella reciproca lealtà tra gli Stati membri. Italia Viva, perciò, chiede un cambio su questioni fondamentali: penalizzazione nei trasferimenti rispetto a quegli Stati che rifiutano cooperazione in materia migratoria (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) e sanzionare chi viola i principi della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e del rispetto dei diritti umani. Così come Italia Viva ritiene essenziali le politiche di genere e la parità uomo-donna come strumento di promozione dei diritti della donna e anche e soprattutto come opportunità di sviluppo economico e dell’occupazione; quindi politiche di genere come parametro per la distribuzione dei fondi europei. Signor Presidente del Consiglio, non vi è dubbio che al tavolo del Consiglio europeo il nostro Governo debba spronare l’Unione ad essere all’altezza delle proprie ambizioni. Il vertice, come lei prima ha ricordato, si presenta complesso: non solo non possiamo deflettere da un’adeguata e corretta dotazione e distribuzione delle risorse, ma dobbiamo spronare con decisione sul fronte delle entrate, incrementando il pacchetto di risorse proprie dell’Unione europea. Quindi mantenimento della risorsa IVA e introduzione di nuove fonti di finanziamento: border carbon tax, le risorse verdi e la digital tax. Un altro elemento molto importante sul piano politico è rappresentato dalla spinta alla prosecuzione dei negoziati per l’introduzione della common consolidated corporate tax base, fondamentale per armonizzare i sistemi di tassazione delle multinazionali tra i vari Paesi dell’Unione. Signor Presidente del Consiglio, Italia Viva voterà a favore della risoluzione di maggioranza e le augura buon lavoro per il Consiglio europeo di domani (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

TV e Radio

Tra poco in edicola (Radio Uno)

21 Luglio 2020

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18 Luglio 2020

Il prezzo del virus (Class CNBC)

29 Giugno 2020

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22 Giugno 2020

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21 Maggio 2020

La bussola (RaiNews 24)

11 Maggio 2020

Studio 24 (RaiNews 24)

06 Maggio 2020

Super partes (Canale 5)

25 Aprile 2020

Coffee break (La7)

04 Aprile 2020

Studio 24 (RaiNews 24)

05 Marzo 2020

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