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Discussione del ddl S.717 - Conversione in legge, con modificazioni, del dl 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative

14 Settembre 2018


Presidente, onorevoli colleghi, l'inopinato stop del decreto milleproroghe al programma straordinario di intervento per la riqualificazione delle periferie si è abbattuto anche sul comune di Belluno. Il progetto Belluno, da periferica del Veneto a capitale delle Dolomiti, approvato due anni fa, include una serie di importanti interventi sul territorio: il parco delle fontane di Nogarè, la ciclovia urbana, il Lido di Belluno, nuove attività a servizio della Piave, la ristrutturazione della scuola Gabelli, il Salone dei gesuiti, la cittadella della sicurezza e molti altri progetti ancora. Il progetto Belluno è stato oggetto di un'apposita convenzione, siglata tra la Presidenza del Consiglio e il comune di Belluno, approvata lo scorso gennaio. Il finanziamento, di cui il progetto avrebbe dovuto beneficiare, è pari a 18 milioni, a cui si sarebbero aggiunte risorse ulteriori, a carico dello stesso comune e di altri soggetti, pubblici e privati, che avrebbero portato l'impegno a superare complessivamente i 35 milioni. Il senso di questo ordine del giorno punta a ripristinare quelle risorse e quella certezza necessaria al finanziamento delle opere previste dalla convenzione, che il decreto ha bloccato per due anni. Una decisione improvvida, che impatta sul presente e sul futuro. Una scelta profondamente sbagliata, che ha creato un grave vulnus, non soltanto sul piano della leale collaborazione tra istituzioni, ma anche sul piano della credibilità, perché è davvero insostenibile innestare la marcia indietro dinanzi ad atti ufficiali. Pacta sunt servanda, i patti devono essere rispettati, perché quando un patto viene tradito, allora, c'è spazio solo per il sospetto, la sfiducia e l'incertezza. Sospetto, sfiducia e incertezza che, a ben vedere, costituiscono il substrato che caratterizza il bilancio dei primi cento giorni del Governo Cinquestelle-Lega. Il sospetto, ad esempio, che possa esistere una sorta di Spectre, poteri forti internazionali, investitori, istituzioni, operatori di mercato, pronti a ordire un presunto complotto ai danni dell'Italia: notoriamente è il miglior modo per precostituirsi un alibi, in caso di fallimento del mandato politico. La sfiducia nel mondo dell'impresa, figlia di un pregiudizio che tende a considerarla, non come un soggetto insostituibile di produzione di ricchezza e di lavoro, che ricopre un ruolo centrale per il nostro Paese e per la sua economia, ma alla stregua di un covo, in cui abbondano rapaci speculatori e sfruttatori. La sfiducia, che porta a dire “no” a tutto o a quasi tutto, quasi consolandosi che restare fermi sia cosa buona e giusta per lo sviluppo di questo Paese. L'incertezza, scatenata da promesse elettorali folli e decisamente insostenibile per le finanze pubbliche. Se scatta l'allarme tra coloro che sottoscrivono ogni giorno 400 miliardi di titoli del nostro debito ogni anno, allora lo spread sale, scaricando il costo su famiglie, che pagheranno rate dei mutui più cari, imprese, che pagheranno oneri finanziari più costosi e a cui verranno richieste anche maggiori garanzie per far fronte ai loro finanziamenti, e bilancio dello Stato, alimentando così un rischiosissimo circolo vizioso. L'incertezza vergognosa prodotta a proposito delle vaccinazioni e delle certificazioni, necessarie a comprovarne l'obbligatoria effettuazione. Abbiamo persino assistito allo sdoganamento del concetto d'obbligo- flessibile, uno splendido ossimoro del tutto incompatibile con una materia così delicata, un'ambiguità insopportabile, perché non possiamo scherzare nemmeno un po' con la salute dei nostri bambini e ragazzi. Insomma, cento giorni dimenticabili, che avete scelto di fare coincidere con la fiducia sul decreto milleproroghe. Non si può dire, quindi, che abbiate scelto la maniera più commendevole per fare risaltare una ricorrenza così simbolica. In un certo senso, tuttavia, la scelta di porre la fiducia e i contenuti stessi del decreto riassumono efficacemente l'essenza di una maggioranza, quella tra Cinquestelle e Lega che vive di contraddizioni profonde, che adopera scientemente lo scontro frontale e un linguaggio rude, come strategia di confronto e di interlocuzione, che sacrifica il buon senso e l'utilità di alcuni provvedimenti, in nome di slogan, urlati a ripetizione, che il tempo e le battaglie, che noi faremo dai banchi dell'opposizione, si incaricheranno di smontare, pezzo dopo pezzo.
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17 Novembre 2018
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