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DDL di conversione del decreto legge n. 83/2012: Misure urgenti per la crescita del Paese (A.C. 5312-A/R)

25 Luglio 2012


Signor Presidente, signori Ministri, colleghi deputati, il Partito Democratico voterà a favore del decreto-legge per la crescita del Paese. Il nostro voto di oggi è un aiuto all'Italia, come d'altronde ha sempre fatto il Partito Democratico, mettendo l'Italia prima di tutto. Lo abbiamo fatto da lontano, lo abbiamo fatto nel mettere in guardia il precedente Governo dall'arrivo di una crisi micidiale dell'economia, nell'offrire soluzioni e correzioni a una politica economica sbagliata. Lo abbiamo fatto nella lettura e nell'analisi della questione industriale e delle imprese italiane che sprofondavano nella crisi e lo abbiamo fatto, infine, nella nascita di questo Governo, con la fine del Governo Berlusconi, dando quindi una chance, un'opportunità all'Italia, dando nuova credibilità internazionale e affidabilità in una situazione difficilissima della nostra Italia. Ho ascoltato con attenzione l'onorevole Fugatti, della Lega. Cari amici della Lega: no, non ci siamo proprio. Non potete venire qui oggi a farci una lezioncina svegliandovi oggi e dimenticandovi che avete governato otto degli ultimi dieci anni, votando praticamente tutto, ogni legge ed ogni provvedimento; dopo venite qui e fate i candidi di fronte al Paese. Non ci siamo! Avete raccontato un sacco di favole: che la crisi non c'era, che i ristoranti erano pieni, che noi avevamo gli incubi della crisi. No, avete votato per otto anni e siete responsabili. Signor Presidente, signori Ministri, il voto a questo provvedimento è un atto fondamentale. Si compie un nuovo passo importante, di misure di politica industriale e di crescita. Condivido le parole del Ministro Passera: la crescita è un continuum, è un'azione in continuità, dovrebbe essere l'ossessione di tutti i Governi. Non solo quindi misure per tamponare l'emergenza delle imprese, ma anche una politica industriale, piani di medio o lungo termine in grado di aiutare le imprese a riposizionarsi di fronte ad una crisi senza precedenti, di fronte ad una nuova e difficile era della globalizzazione, dove dapprima abbiamo visto spostarsi il baricentro dell'economia dall'occidente all'oriente ed oggi tutto ciò si complica perché questo spostamento di asse avviene in un momento in cui l'intera economia del mondo sembra raffreddarsi di fronte alla crisi dell'euro. Signor Ministro, non posso qui non sottolineare il grande lavoro ed il contributo dei parlamentari del Partito Democratico, nelle Commissioni attività produttive e finanze, anche per irrobustire il provvedimento. Nel merito, il provvedimento innalza dal 36 al 50 per cento la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie. Per un cittadino italiano questo significa che beneficia, nella propria dichiarazione dei redditi, di una detrazione ancora più consistente e di un raddoppiamento del plafond nell'intervento di ristrutturazione della sua casa. Abbiamo fatto una grande battaglia che abbiamo portato a casa - come Partito Democratico - nell'ottenere, per la prima volta, e superare un gap che ci teneva lontani dall'economia europea per quanto riguarda la mobilità e l'auto elettrica. Abbiamo portato a casa 190 milioni in tre anni anche per rinnovare le flotte pubbliche, sempre nella green economy, abbiamo prorogato la detrazione al 55 per cento sulla riqualificazione energetica degli edifici. L'IVA per cassa: mi spiego, per quelle imprese sotto i 2 milioni di euro di fatturato, l'imprenditore e le imprese dovranno pagare l'IVA solo nel momento in cui incasseranno e vedranno riconosciuto il proprio credito e questo è un fatto di grande novità. Ancora: la semplificazione per le attività edilizie, un passo ritenuto fondamentale per sbloccare le burocrazie, che erano dei veri e propri percorsi ad ostacoli per chi vuole intraprendere, per chi vuole innovare, per chi vuole rischiare ed il credito di imposta per le assunzioni a tempo indeterminato per profili altamente qualificati e, quindi, aiuti alla ricerca. E ancora: riorganizzazione di fondi per la ricerca, l'innovazione, il rafforzamento della struttura produttiva delle imprese e aiuti all'internazionalizzazione delle imprese. Tutto questo, signori del Governo, basta? No, non basta, ma è un passo importante. Noi vi terremo il fiato sul collo, per esempio per quanto riguarda il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, che non può più proseguire in questa situazione di grave asfissia finanziaria. È ferma, quindi, la nostra volontà politica del Partito Democratico di tenere sempre centrali le questioni del lavoro, dell'economia e dell'impresa, perché solo in questo modo l'Italia è in grado di uscire dai guai. Signor Presidente, Ministri, colleghi, l'Europa è malata e l'Italia rischia di subire più di altri la crisi dell'euro. A novembre dello scorso anno registravamo, accanto a spread elevatissimi, soprattutto le curve dei rendimenti dei tassi a breve termine che superavano quelli a lungo termine. Mi spiego: ciò significava che l'accesso al rifinanziamento del nostro debito pubblico si stava chiudendo. Per un cittadino ciò cosa avrebbe significato? L'incapacità dello Stato di pagare stipendi, di avere ospedali funzionanti, di erogare pensioni, insomma, di tenere in piedi lo Stato. Siamo consapevoli del disagio e del dissenso degli italiani verso provvedimenti molto pesanti che in questi mesi il Governo ha dovuto adottare, ma attenzione, la colpa non è del pompiere che tenta di spegnere l'incendio mentre la casa brucia. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo voto rinnoviamo la nostra lealtà al Governo, lealtà è innanzitutto per noi dire sempre la verità ai cittadini italiani; lealtà è sempre dire al Governo i provvedimenti che a nostro giudizio vanno bene e vanno nell'interesse generale del Paese, ma lealtà è anche dire al Governo quando i provvedimenti a nostro giudizio non vanno bene e devono essere modificati. Lealtà è dire al Governo quando ci troviamo d'accordo e lealtà è anche dire al Governo quando non ci troviamo d'accordo. Le rinnoviamo, signor Presidente del Consiglio, signori Ministri, questa sera la nostra fiducia avendo di fronte e avendo la consapevolezza che il Paese ha di fronte a sé mesi complessi e difficili. La crisi sarà ancora più profonda sull'economia reale, le chiediamo quindi, signor Presidente del Consiglio, atteggiamenti in Europa ancora più determinati e più severi perché l'Europa prenda e concretizzi immediatamente gli impegni che sono stati all'unanimità deliberati. Alludo in modo particolare al cosiddetto «scudo anti-spread» in grado di calmierare la speculazione sui differenziali dei tassi che su un debito così rilevante come quello che abbiamo, nella sua dimensione di stock, non ha sostenibilità a livelli di tassi come i correnti. Le chiediamo anche una costante attenzione ai grandi problemi sociali del Paese e quindi un coinvolgimento sempre più attento dei comuni, delle regioni, degli enti locali e delle parti sociali: è impossibile gestire una crisi senza precedenti come questa senza il coinvolgimento del Paese, il coinvolgimento delle forze del volontariato, così essenziali nella sussidiarietà di momenti così difficili. Cari colleghi, non possiamo dimenticare mai che possiamo uscire da questa grande crisi solo se il Paese riuscirà a rimanere unito, coeso e animato da solidarietà. Al Governo spetta anche e soprattutto questo.
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